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PUNITIVE DAMAGES

Tale istituto occupa un ruolo di assoluto rilievo nel panorama degli strumenti rimediali di common law: reificando il principio in forza del quale a nessuno dovrebbe essere concessa la possibilità di trarre profitto dal compimento di una condotta illecita, i punitive damages consentono alla vittima dell'illecito di ottenere una sanzione esemplare nei confronti di chi ha commesso in malafede un atto particolarmente grave.

File BMW v.GORE
Il caso Gore si inserisce nel complesso dibattito nord-americano relativo alla legittimità costitutzionale dei punitive damages. In particolare, con la sentenza in oggetto la US Supreme Court --sancendo l'illegittimità costituzionale dei danni punitivi in quanto lesivi della clausola del due process of law (di cui al XIV emendamento della Costituzione USA)-- individua tre criteri generali cui dovranno attenersi le Corti statali al fine di valutare se la concessione dei danni punitivi sia stata grossly excessive.
File PHILP MORRIS USA V. WILLIAMS
Anche questa recente decisione (resa dalla Corte suprema il 20 febbraio 2007) si inserisce nel dibattito sulla incostituzionalità dei dannai punitivi che appare ben lontano da una soluzione definitiva. Nel caso di specie, la violazione costituzionale –lungi dall’essere individuata nella sproporzionata quantificazione posta in essere dalle corti dell’Oregon— si palesa nella concessione di danni punitivi volti a sanzionare il pregiudizio patito da vittime non presenti in giudizio (e, pertanto, potenzialmente legittimate ad attivarsi in proprio).
File CASS. 19 GENNAIO 2007 N.1183
Con la sentenza in oggetto, il Supremo collegio si esprime –per quanto consta, è la prima volta– in ordine alla possibilità di dare ingresso, tra le finalità della responsabilità civile, ad una variante punitivo/sanzionatoria.
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